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Complex clinical case. Rippling e contrattura capsulare

Case Story 
CONTRATTURA CAPSULARE E RIPPLING

Paziente di 44 anni, non fumatrice ed in buone condizioni cliniche generali,  ha effettuato un primo intervento di mastoplastica additiva con protesi rotonde ad acqua e superficie liscia posizionate in sede sottoghiandolare all’età di 26 anni.  Negli anni successivi le mammelle sono progressivamente cambiate di forma, si sono indurite e divenute asimmetriche.  Le protesi si evidenziano nella porzione superiore e laterale dei seni con la comparsa di pieghe antiestetiche (rippling).  Alla palpazione entrambe i seni si presentano  induriti (contrattura capsulare). 
 

Contrattura capsulare e rippling  
Foto 1,2,3. 

Siamo in presenza della tipica conseguenza nel tempo della protesi mammarie inserite in sede sottoghiandolare: comparsa di visibilità (rippling) dovuta al fatto che il tessuto ghiandolare e cutaneo non garantiscono nel tempo una copertura adeguata mostrando le tipiche pieghe protesiche, e contrattura capsualre, cioè il progressivo indurimento delle mammelle dovuto alla capsula fibrosa (tessuto cicatriziale) che avvolge le protesi isolandole dal tessuto circostante. Dopo aver prescritto l’ecografia mammaria, la mammografia e la risonanza magnetica nucleare ho programmato il nuovo intervento chirurgico scegliendo protesi di ultima generazione a gel coesivo di silicone con superficie testurizzata, di  forma rotonda e programmando un inserimento in posizione sottomuscolare al fine di ottenere una ottimale copertura protesica ed una maggiore stabilità della stessa.  Associata alla sostituzione protesica ho programmato la contestuale  mastopessi peri-areolare al fine di rimuovere l’eccesso di pelle, riportare la posizione delle areole al centro delle mammelle e migliorare l’asimmetria di posizione che già era presente (l’areola sinistra era lateralizzata ed in posizione più bassa rispetto alla destra).  La mastopessi peri-areolare prevede come unica cicatrice quella attorno all’areola, che garantisce una buona guarigione/cicatrizzazione ed una buona maturazione nel tempo. 

 

  
Foto 4,5,6. Risultato a 3 mesi dopo sostituzione delle protesi e mastopessi periareolare.
 

CONCLUSIONI

A mio avviso la posizione da preferire per le protesi mammarie è quella sottomuscolare con tecnica dual plane  (tranne situazioni particolari).  E’ indicato utilizzare i nuovi dispositivi protesici  a gel di silicone coesivo (hanno il vantaggio che non si deformano nel tempo e difficilmente si rompono) con superficie testurizzata (per ridurre il rischio di contrattura capsulare).  Nel  caso di intervento chirurgico di sostituzione protesica dovuto a contrattura capsulare,  se possibile utilizzo la posizione sottomuscolare ed effettuo almeno una mastopessi periareolare per ridurre il rischio di avere pelle in eccesso.









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