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MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO

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Mastoplastica additiva  

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MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO.

La 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANOè l'intervento chirurgico che permette l'aumento del volume del seno e il miglioramento della sua forma.
La Mastoplastica additiva a Milanoè indicata per mammelle ipoplasiche con o senza ptosi in donne maggiorenni. 
L'incisione chirurgica per l'accesso protesico che personalmente pratico è nel solco sottomammario e di 4 cm. 
Questa tecnica di 
MASTOPLASTICA ADDITIVA eseguita a MILANO dal dott. Araco con accesso nel solco sottomamamrio, rispetta l'integrità mammaria in quanto non ci saranno lesioni interne della ghiandola, dei dotti e dei nervi, con conseguente trascurabile rischio di alterazioni della sensibilità e dell'erettibilità del complesso areola e capezzolo e della capacità di allattamento.  Per di più, non ci saranno problemi nel momento in cui verranno effettuati controlli mammografici ed ecografici in quanto non ci saranno cicatrici interne.  Nell'intervento, la mammella viene successivamente disconnessa in blocco dal muscolo pettorale, nel posizionamento sottoghiandolare, o con questo dalla parete toracica, nella tecnica sottomuscolare dual plane, per l'inserimento della protesi mammaria. L'incisione cutanea dall'ascella e dall'ombelico, è effettuata in particolari situazioni e di solito richiede l'inserimento di impianti mammari vuoti che poi immediatamente o in un secondo tempo, verranno riempiti con soluzione fisiologica. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, non utilizzo impianti contenenti soluzione fisiologica ma esclusivamente impianti di silicone coesivo, che mantengono nel tempo forma e dimensione. La protesi mammaria potrà pertanto essere inserita in due diverse posizioni anatomiche in rapporto con la ghiandola ed il muscolo pettorale:  

1. La posizione sottoghiandolare o sottofasciale.
La posizione sottoghiandolare e sottofasciale nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANOè indicata per mammelle con una  taglia di partenza seconda o terza che presentano una discreta quantità di tessuto idoneo a coprire sufficientemente la protesi e limitarne la visibilità, rippling.  Preferisco in tali casi usare la tecnica sottofasciale in quanto la fascia pettorale, garantisce un ulteriore tessuto di copertura. 
Con il mio gruppo di lavoro,  abbiamo pubblicato sulla prestigiosa Plastic and Reconstructive Surgery un articolo sull'argomanento
 in cui si dimostrava la diminuzione di rippling e contrattura in tale posizione.

Plast Reconstr Surg. 2007 Jul;120(1):354-5; author reply 355-6_

Araco A.

L'intervento di MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, non necessita di drenaggi, ci sarà minimo dolore post-operatorio e la possibilità di un rapido recupero nelle attività quotidiane in circa una settimana. Lo svantaggio, è che ci possa essere una prematura visibilità dell'impianto, o rippling, ptosi, cedimento dei tessuti con abbassamento della mammella, e contrazione capsulare, indurimento della mammella.  Per tutti questi validi motivi, nei seni con una taglia di partenza prima e seconda, preferisco inserire le protesi in posizione sottomuscolare. 
2. La posizione sottomuscolare o dual Plane, di MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO.
E' indicata pertanto in  mammelle più piccole, taglia prima e seconda, che non avendo una sufficiente quantità di tessuto mammario idonea a coprire l'impianto e limitarne pertanto la visibilità ed il cedimento precoce, necessitano del muscolo pettorale che provvederà sia a fornire il tessuto di copertura sia a sostenere il peso della protesi evitandone il cedimento precoce.  
Raramente, l'intervento di 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, richiede drenaggi post-operatori e si potrà avere un recupero delle normali attività in circa 2 settimane. 
Per una ripresa delle attività sportive occorreranno invece 4 settimane. 
Riassumendo, nella posizione sottomuscolare di i vantaggi sono: 
- il minore rischio di rippling,
- il minore rischio contrazione capsulare
- il  minore rischio di ptosi precoce (cedimento).
L'intervento necessita di ricovero in ospedale in regime di day-surgery  e la durata media è di  circa 60 minuti.  L'anestesia si ottiene con una sedazione profonda senza necessità di intubazione oro-tracheale ma generalmente con l'utilizzo di maschera laringea.
I vantaggi di tale anestesia sono:
- risveglio immediato al termine dell'intervento 
- assenza del rischio di ledere la laringe e le corde vocali  
- recupero post-operatorio in 6-8 ore con dimissione dopo 8 ore. 
Nella 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, le protesi mammarie di ultima generazione sono dispositivi testurizzati, a rugosità nella superficie, che hanno il vantaggio di integrarsi con il tessuto corporeo in maniera ottimale e senza alcun rischio di rigetto. Rispetto alle precedenti protesi lisce, hanno un minore sviluppo di tessuto fibroso con conseguente minore rischio di contrazione capsulare. All'interno della protesi è presente un gel di silicone coesivo di ultima generazione che rende minimo il rischio di deformazione, rottura e spostamento.  
Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, la forma delle protesi mammarie è di due tipologie: Rotonde ed Anatomiche.  
Anche se è fondamentale valutare caso per caso la condizione clinica, taglia attuale, misura toracica, distanza giugulo capezzolo ecc, si può schematizzare con la seguente formula:
1) Per mammelle di piccole dimensioni, prima e seconda taglia, e quando si vuole  ottenere un risultato estetico più naturale, per la MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, è necessario l'utilizzo di protesi anatomiche.
2) Per mammelle di taglie maggiori, terza ed oltre, si possono utilizzare impianti rotondi in base al gusto estetico della paziente". 

Di fondamentale importanza è scegliere la protesi dalla giusta dimensione
Le protesi anatomiche hanno il vantaggio di potersi personalizzare alla forma e dimensione del  torace e della mammella della paziente poiché è possibile scegliere combinazioni di larghezza, altezza, proiezione diverse.  
Pertanto volendo fare degli esempi pratici, se si vuole ottenere un risultato estetico ottimale, partendo da una taglia prima o seconda, per la MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, è consigliabile una protesi anatomica posizionata in sede sottomuscolare di 240/260 grammi al fine di ottenere una taglia seconda/terza scarsa. 
Per mammelle di taglia terza, è invece possibile optare per impianti rotondi di 260/280 grammi posizionati in sede sottoghiandolare per ottenere una taglia quarta.  Se si desidera una taglia maggiore, sarebbe consigliabile nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, posizionare l'impianto in sede sottomuscolare ed optare per un impianto anatomico. 

Potenziali complicanze:

LA PERDITA DI SENSIBILITA' DELLE AREOLE NEGLI INTERVENTI CHIRURGICI AL SENO

EMATOMA E SIEROMA NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

LA CONTRATTURA CAPSULARE NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

IL RIPPLING NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

IL CEDIMENTO DEL SENO (PTOSI) DOPO INTERVENTI AL SENO

L'ASIMMETRIA NEGLI INTERVENTI DI MASTOPLASTICA ADDITIVA, MASTOPESSI, RIDUZIONE

L'INFEZIONE NEGLI INTERVENTI ESTETICI AL SENO

La mastoplastica additiva, è un intervento sicuro e le complicanze chirurgiche sono rare (<1%).

E' però fondamentale prendere coscienza delle possibili e potenziali complicanze che per quanto rare possono sempre accadere.  
Distinguiamo, nella 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, complicanze prettamente chirurgiche, come Ematoma, sieroma, infezione, pneumotorace, trombosi/embolia, dalle complicanze estetiche, come asimmetria, ptosi precoce, rippling, contrazione capsulare, insoddisfazione del risultato estetico ottenuto. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, il sanguinamento (ematoma), è un rischio minimo nella posizione dell'impianto sottoghiandolare o sottofasciale, in quanto in queste posizioni non ci sono lesioni in muscoli e tessuto mammario, ma ci si limita a scollare un piano tissutale naturale e generalmente esangue. Pertanto i  drenaggi  non sono solitamente  necessari.  
Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, il rischio di ematoma, è lievemente maggiore per il posizionamento della protesi in sede sottomuscolare, in quanto il muscolo pettorale deve essere sezionato nelle sue inserzioni sterno-costali. I drenaggi possono risultare necessari in alcuni casi.  Il rischio generale è minore del 1%. Il trattamento necessita di evacuazione chirurgica con posizionamento di drenaggi. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, il sieroma è l'accumulo di siero nello spazio peri-protesico che comporta l' aumento del volume della mammella coinvolta ed aumenta il  rischio di infezione e contrazione capsulare. Il rischio di sieroma è leggermente superiore nelle posizioni degli impianti sottoghiandolare o sottofasciale o dual plane, cioè quando si scolla la ghiandola dalla fascia o dal muscolo e si ledono un certo numero di vasi linfatici. Il rischio generale è minore dell' 1%. 
Il trattamento consiste nella compressione con bendaggio e riposo assoluto nel movimento del braccio dal lato del seno coinvolto. Rara la necessità di esplorazione chirurgica con posizionamento di drenaggio. 


Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, l' infezione della ferita chirurgica, o infezione superficiale, è la complicanza più frequente ma non preoccupante, in quanto risolve con medicazioni seriali e terapia antibiotica. Aumenta il rischio nei  pazienti diabetici, ipertesi e  fumatori. L'infezione profonda, che può coinvolgere l'impianto protesico, è una complicanza rara (<1%) ma se avviene, spesso necessita di rimozione della protesi e toilette chirurgica. Per ridurre il rischio di infezione profonda è prassi la  somministrazione di  antibiotico pre-operatorio e cercare di evitare per quando possibile l'utilizzo di drenaggi  e utilizzare per 12-24 ore del ghiaccio sul seno che servirà anche a ridurre l'edema. Il fumo di sigaretta, l'obesità e il diabete, sono fattori che aumentano il rischio di infezione profonda. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, l'asimmetria ha un' alta percentuale nelle donne che hanno un' asimmetria lieve o moderata presente prima dell'intervento chirurgico. Questa asimmetria, può essere solamente in parte corretta con l'utilizzo di differenti impianti mammari ma non è mai possibile ottenere seni perfettamente simmetrici. E' bene chiarire e confermare che seni perfettamente uguali non esistono in natura e non si possono altresì ottenere con l'intervento di mastoplastica additiva. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, la ptosi mammaria è una naturale evoluzione del tessuto mammario e cutaneo. Ovviamente quando la mammella è di maggiori dimensioni e quindi di maggiore peso, tenderà secondo le forze della gravità a scendere maggiormente. Questo è vero nelle mastoplastiche additive con protesi inserite in posizione sottoghiandolare e sotto fasciale; il rischio è minore, nella posizione sottomuscolare poichè il muscolo pettorale mantiene l'impianto in posizione riducendo la spinta diretta sul tessuto ghiandolare. La ptosi peggiora sensibilmente dopo gravidanze e perdita di peso. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, il rippling Il rippling, o visibilità dell'impianto, è la condizione clinica che consiste nella visibilità e palpabilità della protesi mammaria. E' frequente nei quadranti mammari superiori, per impianti posizionati in sede sottoghiandolare, tanto più se la paziente ha perso peso corporeo e si è avuta ptosi mammaria, cedimento del tessuto, per gravidanza. Il rippling e' raro nelle protesi inserite in sede sottomuscolare, poichè il muscolo pettorale dà una buona copertura sopratutto nel polo mammario superiore.
Il trattamento del rippling consiste nel cambiare la posizione dell'impianto dalla sede sottoghiandolare/sotto fasciale  a quella sottomuscolare (ovviamente nella circostanza in cui l'impianto è già posizionato in sede sottoghiandolare o sotto fasciale). Viceversa se l'impianto è  posizionato in sede sottomuscolare le opzioni sono limitate al cambiamento di forma dell’impianto e/o alla riduzione del volume e/o cambiarne la coesività. 

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, le smagliature e vene si hanno quando la pelle viene stirata da un impianto mammario, e per di più saranno più visibili le vene della cute e del sottocute così come le smagliature, ove siano presenti anche nel pre-operatorio. Non è mai possibile prevedere lo sviluppo di smagliature dopo l’intervento pertanto è necessario tenere in considerazione questa eventualità.

Nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, la contrazione capsulare è una normale evoluzione fisiologica. La capsula (fibrosi),  è la fisiologica risposta dell'organismo al contatto con la protesi mammaria. E' la così detta, reazione da corpo estraneo.
Questa capsula è diventata sempre meno importante quanto più biocompatibili sono diventati gli impianti protesici e tanto più si è passati da impianti a superficie liscia verso impianti  testurizzati.  
In una bassa ma significativa percentuale di pazienti, dopo un certo numero di anni,  succede che questa capsula diventa particolarmente spessa creando un indurimento della mammella. Questo produrrà una deformità estetica che necessiterà di revisione con capsulotomia o capsulectomia.  

   



 


Domande frequenti

Le protesi sono veramente sicure?

Enormi quantità di ricerche sono state effettuate per indagare sulla eventuale correlazione tra impianti mammari nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, e malattie gravi nell’ essere umano. Attualmente si esclude che esista un rapporto fra protesi e cancro, così come non è stato messo in evidenza un aumento di malattie autoimmuni fra le donne che portano impianti in silicone, come invece era stato ipotizzato alcuni anno fa. Tra le numerosissime ricerche compiute, alcune sono state volute e finanziate dagli organi governativi  dei paesi più evoluti ed a prestigiose università. Tutte concordano sostanzialmente sulla sicurezza delle protesi della MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, e sottolineano che sono possibili complicazioni tali da rendere necessari un re intervento negli anni successivi al loro posizionamento.

 


 

Se l’ecografia o la mammografia segnalano una mastopatia fobrocictica, posso ugualmente sottopormi ad un intervento di mastoplastica additiva?
La presenza di cisti nelle mammelle rappresenta un reperto comunissimo, privo di significato patologico e nel caso di mastopatia fibrocistica è conveniente inserire le protesi della MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, nel piano retro muscolare.
 

Se il mio seno oltre che vuoto, è anche rilassato e si appoggia sul torace, posso ugualmente sottopormi a questo tipo di intervento?
La risposta è un pò complessa. Allo scopo di essere il più possibile chiari e sintetici sarebbe di grande aiuto disporre di disegni o fotografie che illustrano le diverse situazioni, indicando per ognuna le possibili soluzioni.
A volte non è facile far capire alla paziente che con una 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, le protesi non si possono risolvere tutti i problemi delle mammelle, anche perché spesso ha già avuto da qualcun altro (informazioni scorrette). Il primo concetto da sottolineare è che , se le mammelle si appoggiano sul torace, nella maggior parte dei casi è perché la pelle non è in grado di sostenerle.
Questo problema non è quindi solo legato allo svuotamento, ma anche alla inadeguatezza del “reggiseno cutaneo”.
Di conseguenza molto spesso diviene necessario non solo riempire la mammella con una protesi ma anche riposizionare i tessuti rilassati ed eliminare la pelle in eccesso. Diventano quindi indispensabili cicatrici più ampie e di conseguenza più visibili. Soltanto il chirurgo, grazie alla sua esperienza e basandosi su precisi parametri, potrà decidere quando la sola protesi può bastare a correggere il difetto e quando invece è più opportuno ricorrere ad una mastopessi.
Talvolta sarà possibile offrire due o più opzioni tra le quali scegliere, che si baseranno su i
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO con impianti di volume più grande, con la possibilità di ridurre l’estensione delle eventuali cicatrici o viceversa.
 

Ma quanto durano le protesi mammarie?
Non è possibile dare una risposta precisa a questa domanda, perché le variabili in gioco sono numerose.
Ogni tipo di impianto nella 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, ed ogni persona fanno storia a sé.
Certamente le ultime generazioni di protesi sono più robuste e quindi destinate a durare più a lungo dei vecchi modelli.
Il cambiamento delle protesi nella 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, di solito si effettua perché è stata gravemente danneggiata o si è spostata o per una auspicata ulteriore variazione di taglia, oppure semplicemente perché la paziente si sente più tranquilla con un nuovo impianto.
 

Il fumo di sigaretta può dare problemi?
Purtroppo il fumo danneggia l'intervento di MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, perchè determina una serie di danni all’organismo, che non sono limitati all’apparato respiratorio, ma riguardano anche il sistema cardio-circolatorio, quello nervoso, la pelle, ecc. Di conseguenza se fumiamo le condizioni generali del nostro corpo sono già in partenza meno sane del normale.
Per quanto riguarda un intervento chirurgico di questo genere, è ovvio che si debbano ridurre la minimo i fattori di rischio. Ogni sigaretta fumata significa vasocostrizioni periferica per almeno cinque minuti. In altre parole la nicotina contenuta in ogni sigaretta determina il restringimento dei piccoli vasi sanguigni, che dovrebbero invece essere ben dilatati per portare ossigeno e nutrimento ai tessuti invia di guarigione. Ovvio quindi che meno si fuma, meglio si guarisce!. 
Sarebbe saggio non fumare affatto almeno per un mese prima e per un mese dopo l’intervento di 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO.
 

In quali occasioni gli altri possono notare che c’è qualcosa di innaturale nel mio petto?
E’ veramente difficile notare l’opera del chirurgo nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, a parte i casi di eccessiva magrezza o di indurimento, oppure quando la protesi è stata collocata in un piano scorretto (tipicamente retroghiandolare  anziché retro muscolare).
Chi ha le protesi dietro al muscolo deve perciò cercare, se possibile, di evitare di contrarre i pettorali per almeno tre mesi, altrimenti le protesi vengono spinte verso l’alto ed assumono un aspetto decisamente innaturale dopo 
MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO
Il tipico esempio è quando si vuole uscire dalla piscina senza utilizzare la scaletta, ma appoggiandosi con le braccia al muretto perimetrale e caricando tutto il peso del corpo su bicipiti e pettorali: così facendo ci si ritroverà con il petto …sulle spalle”.
 

Mettendo le protesi potrebbero venirmi delle smagliature?
In pratica è eccezionale vedere questa complicazione dopo MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, perché quando si sceglie la dimensione della protesi il medico valuta anche l’elasticità cutanea e, di conseguenza, consiglia di usare una protesi adatta alla specifica situazione.
Anche in questo caso un minor volume comporta minori problemi.
 

Quanto tempo devo restare senza avere rapporti sessuali?
Se non ci sono complicazioni di alcun genere, dopo circa una settimana dalla MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, si può riprendere l’attività sessuale, invitando però il partner ad usare delicatezza con le mammelle appena operate, che comunque avranno le cicatrici coperte da un cerottino.
 

E’ vero che si rischia di perdere la sensibilità del capezzolo e dell’areola?
Si, è vero, ma bisogna essere proprio sfortunati, perché l’insensibilità permanente riguarda solo lo 0.5% delle operate, con una frequenza leggermente maggiore se si sceglie l’incisione lungo l’areola.
Nella stragrande maggioranze dei casi, dopo un possibile periodo iniziale di riduzione, o talvolta di aumento della sensibilità, tutto torna normale nel giro di pochi mesi.
Se è il caso, il medico consiglierà una terapia a base di vitamina B.
 

Il mio futuro partner si può accorgere che mi sono fatta inserire degli impianti nelle mammelle?
Se non vi sono contratture (indurimenti) e se la paziente non è eccessivamente magra, non è facile capire che dietro alla mammella è stata inserita una protesi, il gel rende la mammella operata nella MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO più simile, alla palpazione, a quella di una donna adulta, mentre il gel “coesivo” più denso, la avvicina di più a quella di una adolescente.
 

E’ vero che le mammelle diventano fredde con le protesi?
 La presenza di retrazione capsulare (il fenomeno che cause l’indurimento), specie se grave, potrebbe determinare una riduzione locale dell’irrorazione sanguigna e quindi una riduzione della temperatura della mammelle.
Lo stesso potrebbe verificarsi se il pannicolo adiposo sottocutaneo è troppo sottile.

Le mammelle si muoveranno in maniera naturale?
 Con il tempo le mammelle operate di solito tendono a muoversi con naturalezza, anche se ci sono delle differenze secondo il tipo e la posizione dell’impianto.
Ad un estremo ci sono le protesi tradizionali in posizione retro ghiandolare, già piuttosto mobili da subito dopo l’intervento, e all’altro le protesi “anatomiche” inserite sotto al muscolo, all’inizio decisamente più rigide

Quali sono la minima e la massima età per sottoporsi ad una mastoplastica additiva?
 Non esiste un vero e proprio limite di età per la MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, l’importante è che l’indicazione sia corretta, le condizioni di salute siano idonee e la pelle sia adeguatamente elastica.

Ci sono rischi se faccio immersioni sub acque o viaggi in aereo?
 Contrariamente a quanto riportato dalle “leggende metropolitane”, nessun problema né per l’aereo né per le immersioni. La variazione di pressione, specie durante le immersioni profonde, potrebbe causare la formazione transitoria nelle protesi di bollicine, che talvolta si avvertono come un lieve gorgoglio che sparisce spontaneamente entro un paio di giorni.

Si possono avere altre gravidanze ed allattare dopo essersi sottoposti ad una mastoplastica additiva?
 Non vi è alcun dubbio che anche con la MASTOPLASTICA ADDITIVA MILANO, si possa procreare ma bisogna però considerare che durante la gravidanze ed il successivo allattamento il volume delle mammelle spesso aumenta in maniera cospicua.

Quando potrò rimettere un reggiseno con il ferretto o un push-up?
 E’ preferibile attendere almeno un paio di mesi prima di indossare reggiseni con scheletro rigido, specie in metallo, perché il ferretto potrebbe lasciare un impronta netta nel tessuto ancora edematoso dopo l’intervento.
Questa depressione potrebbe marchiare la parte inferiore della mammella per lungo tempo.
Il “push-up” non deve essere usato se non dopo l’alloggiamento definitivo delle protesi, quindi almeno tre mesi dopo l’intervento, specie se sono state inserite nello spazio retro muscolare.
Inizialmente di solito è infatti necessario cercare di contrastare il muscolo, che contraendosi tenta di spingerle verso l’alto, con l’ausilio di una fascia che comprima la parte superiore del petto.

Dopo quanto tempo posso tornare in palestra o fare attività fisica pesante di altro tipo?
 Per circa due settimane conviene astenersi completamente da ogni attività sportiva, poi è possibile riprendere gradualmente ginnastica e sport. Nel caso le protesi siano state inserite dietro al muscolo, è preferibile evitare gli esercizi che impegnano braccia  e parte superiore del torace per almeno due mesi. Ideale sarebbe poi evitare definitivamente ogni attività fisiche che comporti la contratture intensa dei muscoli pettorali, come ad esempio il body building con i pesi per le braccia.

Dopo quanto tempo posso fare il bagno e/o la doccia? Quando devo attendere prima di espormi al sole o fare una lampada?
 Generalmente si può fare la doccia o il bagno quando la ferita è cicatrizzata, cioè circa quindici giorni dopo l’intervento. In ogni caso è meglio avere prima l’autorizzazione del medico, che valuterà attentamente la situazione. Er quanto riguarda sole e lampade, è preferibile aspettare almeno sei mesi prima di esporre le cicatrici, per evitare che diventino troppo scure, specie se l’areola ha una colorazione piuttosto tenue. Viceversa è possibile esporsi agli ultravioletti anche dopo un mese indossando il reggiseno, a patto che i lividi siano spariti.
 


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