Luce Pulsata (Epilazione, fotoringiovanimento, couperose, macchie)

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LUCE PULSATA   (luce policromatica non laser)

I sistemi non coerenti di luce pulsata ad alta intensità (IPL) emettono in un ampio spettro con lunghezze d’onda comprese tra 500 e 1200 nm.

Si tratta di una luce ad alta energia non selettiva, non coerente e non collimata, con fluenze comprese fra 3 a 40 J/cm2 e durata dell’impulso che può variare da 10 a 340 msec con impulsi singoli, doppi o tripli e pause tra un impulso e l’altro estremamente variabili (2-100 msec).
Con l’aiuto di filtri idonei che escludono le lunghezze d’onda meno utili è possibile colpire con una certa selettività cromofori cutanei importanti come l’emoglobina e la melanina ed allargare il ventaglio delle indicazioni (trattamento di epilazione, ipercromie superficiali ed alcune lesioni vascolari come la rosacea).

Il trattamento si effettua in ambulatorio, ha una durata da  30 minuti a 60 minuti, indolore.

Dopo la procedura ci sarà un edema ed un arrossamento diffuso sulla zona trattata che necessiterà si essere idratata con creme emollienti.
Importante è la fotoprotezione per una settimana, evitare l’esposizione ai raggi uv ed evitare lampade e/o docce solari.  
EPILAZIONE: Occorrono da 5 a 10 sedute di trattamento per eliminare in modo progressivamente permanente i peli.  Tra un trattamento e l’altro occorrono almeno 4 settimane. 
FOTORINGIOVANIMENTO: Nel foto ringiovanimento non ablativo occorrono dai 2 ai 5 trattamenti a distanza di almeno 4 settimane.
LESIONI PIGMENTARIE (MACCHIE): Per le macchie occorrono  dai 5 trattamenti a distanza di almeno 4 settimane associando creme depigmentizzanti.
LESIONI VASCOLARI (COUPEROSE e ROSACEA): Per la rosacea occorrono  dai 5 trattamenti a distanza di almeno 4 settimane associando laser vascoalri.


Nella mia pratica clinica utilizzo macchinario della DEKA laser

Sistema Luce Pulsata DEKA
EPILAZIONE

INTRODUZIONE

Ormai da secoli, in gran parte del mondo, milioni di uomini e donne considerano i loro peli indesiderabili per ragioni puramente estetiche. Il mercato dell’epilazione è in espansione. L’interessamento dei mass media su quest’argomento ha portato ad una crescente domanda di nuovi prodotti e/o metodiche per risolvere più o meno efficacemente questo problema.

I metodi tradizionali possono essere divisi in:

- domestici: come la ceretta, il rasoio, la crema depilatoria, le pinzette o gli epilatori elettrici, che rappresentano la maggioranza delle scelte;

- la ceretta dall’estetista: circa il 7% delle donne scelgono esclusivamente i centri estetici per l’epilazione.

La cosa che accomuna tutte queste tecniche è la “temporaneità” del risultato ottenuto: i peli ricrescono infatti nel giro di due - quattro settimane. Per quanto riguarda poi la richiesta da parte del mercato maschile, non è ancora ben valutata e considerata.

Negli ultimi anni si sono sempre più affermati sistemi d’epilazione a lunga durata che sono costituiti da:

- ago o elettrolisi: si ottengono buoni risultati ma, per contro, richiede lunghi tempi di trattamento (numerose sedute e tecnica pelo per pelo), è doloroso, c’è il rischio di causare cicatrici perifollicolari e i risultati sono fortemente dipendenti dalla bravura e dall’esperienza dell’operatore.

- laser medicali: si ottengono risultati valutati tra il medio e l’eccellente, a seconda della zona trattata, dell’esperienza dell’operatore e soprattutto della natura della pelosità del paziente.

- Lampade flash a luce pulsata: si ottengono risultati comparabili a quelli ottenuti coi laser.

Oggigiorno il consumatore tende a domandare un’epilazione che abbia i seguenti requisiti:

efficacia, rapidità, lunga durata, sicurezza, prezzo ragionevole.

 

NOZIONI FONDAMENTALI SULLA CARNAGIONE E SUL RISCHIO PIGMENTARIO
E’ importante ricordare che la pigmentazione della cute è funzione della quantità di melanina contenuta nelle cellule epidermiche. Più queste contengono melanina e più la cute è scura. La sintesi della melanina dipende da due fattori:

- genetica; - esposizione solare.

In caso di esposizione solare, la quantità di melanina e la rapidità della sua sintesi, sono funzioni delle caratteristiche genetiche di ognuno. Gli individui sono stati classificati in fototipi seguendo una scala che va da 1 a 6.
 

La classificazione secondo i fototipi di Fitzpatrick, descritta nel 1980, è stata utilizzata nelle pubblicazioni relative all’impiego dei laser in dermatologia a partire dal 1994. In realtà non esiste uno stretto parallelismo tra il rischio solare, valutato secondo i fototipi di Fitzpatrick (Tabella 1) nel tentativo di ottimizzare il trattamento di PUVA terapia, e il rischio pigmentario dovuto all’effetto del laser. E’ più corretto in questo caso osservare la carnagione.

Il voler legare in qualche modo il rischio pigmentario al fototipo, è in realtà un modo per prevedere il rischio pigmentario dovuto ad un trattamento laser o con sistemi a luce pulsata. In modo schematico si può affermare che, nel caso di trattamento di fototipi I, è difficile causare discromie; nei rari casi in cui questo accade, si tratta di ipocromie. Analogamente, il trattamento di fototipi V presenta un elevato rischio di produrre delle ipercromie.

Quello che si deve valutare è il colore della pelle (chiaro, medio, scuro indipendentemente dall’abbronzatura) e lo stato di stimolazione dei melanociti che possono trovarsi in uno strato di attività crescente, decrescente o in piena stimolazione.

 

IL PELO

Anatomia

Il pelo è una struttura cheratinizzata (fanera) prodotta dall’epidermide. Le sue principali funzioni sono di protezione termica e meccanica. Durante l’evoluzione della specie, il numero di peli nell’essere umano è andato progressivamente diminuendo (attualmente sul corpo ci sono circa 5 milioni di peli, dei quali 1 milione è sulla testa).

Il pelo è impiantato nel derma, più o meno obliquamente, per invaginazione dell’epidermide. E’ costituito da un fusto che fuoriesce dalla superficie della cute, che è il pelo propriamente detto, e da una parte invisibile impiantata più o meno in profondità. Qui si trova la radice del pelo contenuta in un “sacco” chiamato follicolo pilifero. L’estremità inferiore della radice (il bulbo) riceve il nutrimento dalla papilla vascolare.

Il numero di follicoli piliferi nel corpo è determinato, in modo definitivo, durante la vita embrionale. Si distinguono tre tipi diversi di peli che si succedono durante la vita dell’essere umano:

- la peluria o lanugine: fine, incolore o poco colorata, di lunghezza inferiore a 2cm;

- il pelo intermedio: ha una colorazione “media” rispetto alla maggiorparte degli altri peli;

- il pelo terminale: lungo, spesso e pigmentato, pungente.

La lanugine si può trasformare in pelo intermedio prima, e poi in pelo terminale, solo sotto l’azione di ormoni androgeni. E’ questo che, durante la pubertà, succede in alcune zone (come ascelle e pube) dove appunto la peluria si trasforma in peli terminali. Nella donna, la peluria del dorso e del torso rimane tale senza subire evoluzioni. Questo perché la produzione di androgeni è scarsa.

In alcuni pazienti, e in certe aree “ormone-dipendenti”, lo strappo del pelo o la sua rasatura possono stimolare la trasformazione da lanugine in pelo terminale; questo può succedere anche utilizzando laser o sistemi a luce pulsata. La crema depilatoria accelera, di solito, la crescita del pelo.

Prima di utilizzare un qualsiasi tipo di tecnica depilatoria o epilatoria, è indispensabile fare una corretta diagnosi del tipo di pelosità.

Il ciclo pilare

Il pelo ha un’esistenza “effimera”. Passa attraverso un periodo di crescita cui segue uno di riposo. Si parla di ciclo pilare che si divide in tre fasi:

- Fase anagen o di crescita: un nuovo pelo è generato dal follicolo che affonda nel derma e diventa molto attivo (sintesi di cheratina e melanina).

- Fase catagen: è una fase di regressione. L’attività di sintesi cessa. Il bulbo si stacca dalla papilla e resta collegato tramite un cordone epiteliale formato dalla guaina epiteliale esterna. Questa fase dura circa 2 – 3 settimane.

- Fase telogen o fase di riposo: durante questa fase non si produce nessun pelo. La sua durata è variabile e dipende da molti fattori (sito anatomico, fattori esterni e fattori interni).

Fig. 1: Ciclo pilare. Al termine della fase telogen il pelo viene espulso prima della successiva fase anagen.

La durata di un ciclo pilare, così come la percentuale dei peli in fase anagen e quella dei peli in fase telogen in un dato momento, sono variabili secondo l’area anatomica considerata. Anche la densità dei peli e la loro velocità di crescita variano. Nella tabella III sono riportati alcuni valori indicativi.

Alla base di un follicolo pilifero ne esistono, di solito, altri due non attivi. A volte, dopo una ceretta, è possibile vedere 2 o 3 peli che escono da uno stesso orifizio. Quando questo accade, i peli sono diventati attivi nello stesso tempo (sincronizzati). Questo si verifica di rado. Nell’uomo, contrariamente agli animali, i follicoli non sono in generale sincronizzati, quindi non si avranno mai tutti i follicoli di una stessa area contemporaneamente in fase anagen. Per questo è necessario ripetere più volte il trattamento di epilazione: per ogni seduta si vanno a colpire i peli che si trovano in quel momento in fase anagen. In realtà si ricorda che lampade flash a luce pulsata (così come i laser) agiscono non solo sulla fase anagen precoce, ma anche per una certa parte della fase telogen.

Diagnosi del tipo di pelosità

Dopo un esame clinico del paziente è possibile individuare differenti tipi di pelosità: - Irsutismo: si tratta della comparsa di peli in zone che dovrebbero esserne prive. E’ dovuto a uno squilibrio ormonale. La normalità dell’esito di un esame

biologico non esclude questo tipo di diagnosi. - Ipertricosi essenziale: si tratta di un aumento di pelosità. Anche se questo

fenomeno può interessare regioni “ormone-dipendenti”, questa eccessiva pelosità non sembra influenzata da squilibri ormonali. E’ di solito la conseguenza di una stimolazione meccanica (dovuta ad esempio all’uso del rasoio o a altri sistemi di epilazione).

- Pelosità “indesiderata: può avere un’origine genetica, razziale o etnica. Si tratta di una pelosità localizzata in aree normali e che, a volte, può essere eccessiva per quanto riguarda il diametro o il numero dei peli. Questa diagnosi riguarda la maggior parte delle persone che sono interessate all’epilazione con sistemi laser o a luce pulsata.

Un’adeguata diagnosi dovrà anche tener conto della presenza, o meno, di follicolite.

Infine si consiglia di non trattare quei pazienti affetti da dismorfofobia. In questi soggetti, che hanno disturbi psichici legati all’immagine del proprio corpo, non sarà mai possibile ottenere la “soddisfazione del paziente”, anche quando i risultati clinici obiettivi sono buoni.

Di norma nessun fattore esterno (come la ceretta o l’uso del rasoio) può trasformare la lanugine in peli terminali. Quindi, contrariamente a quanto si sente spesso dire, non è vero che rasando i peli, questi ricrescono più rapidamente e più grossi. Solo in alcuni particolari soggetti, e in certe zone ormone-dipendenti, rasare o estirpare i peli può stimolare la trasformazione da lanugine a pelo terminale. Questo può succedere anche utilizzando sistemi laser o a luce pulsata. E’ importante individuare prontamente questi pazienti, effettuando dei test su aree limitate, per evitare trattamenti inutili e/o dannosi.

Nella pratica è stato riscontrato che esistono aree del corpo che non rispondono bene ai trattamenti con luce pulsata e quindi si sconsiglia, in questi casi, di procedere. Queste zone sono: i glutei, dita dei piedi e delle mani, dorso delle mani, genitali, linea frontale dell’attaccatura dei capelli, naso, orecchie, ciglia, sopracciglia.

Cosa si intende per “epilazione con la lampada flash a luce pulsata”

Si tratta di ridurre, in modo significativo e soddisfacente per il paziente, il numero dei peli per un tempo pari almeno a due volte la fase anagen della zona considerata. L’epilazione che si ottiene può essere parziale o totale (di solito è parziale) nel periodo di tempo considerato. La maggiore o minore soddisfazione del paziente dipende dalla durata dell’intervallo di tempo libero da peli. Questo è il tempo durante il quale la persona trattata non dovrà ricorrere ad altri metodi temporanei di epilazione. Questo intervallo di tempo può durare qualche giorno, settimane o mesi. Più è lungo e maggiore sarà la soddisfazione del paziente.

 

 

 


Domande frequenti

L’epilazione è realmente definitiva?
L'epilazione è "progressivamente definitiva" nel senso che ad ogni seduta di epilazione circa il 20% dei peli verranno eliminati in modo definitivo (in quanto sono i peli attivi in quel momento).
Per questo motivo occorrono almeno altre 4 sedute per terminare il ciclo di epilazione
Dopo ogni seduta si vedranno i risultati in quanto la peluria dimunuisce ed il pelo sarà più sottile.
Purtroppo non vi è garanzia che alcuni follicoli non siano resistenti e continuino a produrre peli.  
Anche quando il trattamento dopo 5 sedute è ottimale, occorre sottoporsi ad una seduta ogni 3/6 mesi per mantenere il risultato.

Tutti i tipi di pelo rispondono allo stesso modo?
I peli delle donne sono più semplici da eliminare in via definitiva rispetto a quelli degli uomini.
Il pelo scuro nel soggetto di carnagione chiara è il più semplice da trattare.
Il pelo chiaro nel soggetto di carnagione chiara è il più difficile.

Ci sono dei rischi?
Il risschio è sia la bruciatura. Per evitare tale rischio occorre evitare l'abbronzatura naturale o artificiale 4 settimane prima e 4 settimane dopo il trattamento.
Altro rischio è la depigmentazione nei soggetti con carnagione più scura. Per tale motivo sono a disposizione manipoli differenti con lunghezze d'onda specifiche per tipologia di fototipo.
 

La procedura è dolorosa?
La procedura non è assolutamente dolorosa e dopo il trattamento si può riprendere una normale attività lavorativa.

E’ uguale se vado a fare l’epilazione laser dall’estetista?
Attenzione a sottoporsi a trattamenti medici in situazioni di non sicurezza e professionalità.
Gli strumenti laser possono essere utilizzati solamente da medici qualificati.
Le estetiste utilizzano macchinari che non hanno nulla a che vedere con gli strumenti medici.

La biostimolazione pulsata a cosa serve?
La biostimolazione dermica con luce pulsata serve a bioattivare il derma in modo da aumentarne la capacità di produzione cellulare. Migliorerà il tono, l'elasticità, la lucentezza e la bellezza della pelle.

SI può associare ad altre metodiche di ringiovanimento della pelle?
Certamente si può associare la fotostimolazione a trattamenti di ringiovanimento di superficie come i peeling, ossigenoterapia, skin resurfacing.


 

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