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L’acido ialuronico è un componente fondamentale del derma che concorre con altre molecole (es. collagene) alla lucentezza, elasticità ed idratazione della pelle.
Con l’avanzare dell’età tutti i componenti del derma diminuiscono di quantità per un maggior consumo ed una minore capacità delle cellule dermiche (fibroblasti) di rigenerarli.
Questo determina invecchiamento del volto, e la comparsa di solchi marcati e rughe. La qualità della pelle perde lucentezza, spessore ed elasticità. Si instaura il processo di ageing (invecchiamento).
L’acido ialuronico di sintesi è un prodotto naturale e biocompatibile che viene inserito direttamente nel derma del volto attraverso degli aghi sottili e poco traumatici per correggere deficit di volume (esempio correggere i solchi naso-genieni oppure aumentare il volume delle labbra, oppure migliorare le rughe della gabella).



Fillers Di che cosa si tratta?
Filler significa “riempitivo", cioè è una sostanza che viene inoculata nel derma per attenuare rughe o solchi o dare volume a labbra, zigomi, mento. Esistono fillers permanenti, semipermanenti e riassorbibili. Personalmente utilizzo esclusivamente fillers riassorbibili, fra cui il più conosciuto e diffuso è l’ acido jaluronico, che è identico a quello umano, quindi assolutamente biocompatibile e sicuro dal punto di vista infettivologico, in quanto ottenuto con metodiche di ingegneria genetica. L’acido jaluronico filler è leggermente diverso dall’acido jaluronico rivitalizzante, in quanto presenta una piccola modifica chimica (cross-linking) che fa sì che possa rimanere nella sede di iniezione per diversi mesi. A poco a poco il prodotto viene riassorbito dall’organismo attraverso un enzima chiamato jaluronidasi, fino a che non ne rimane traccia alcuna.
Quanto può durare un filler? E’ vero che, una volta che si inizia, finisce per diventare una schiavitù?
L’acido jaluronico ha una durata che può variare dai 3-4 ai 12-15 mesi a seconda delle caratteristiche della pelle e del numero di sedute a cui ci si è sottoposti. Un soggetto fumatore, che si è esposto intensamente al sole per tanti anni e che si sottopone all’infiltrazione di acido ialuronico per la prima volta avrà verosimilmente un riassorbimento rapido, nell’arco di 3-4 mesi. Tuttavia, l’effetto dell’acido jaluronico nel tempo è di tipo cumulativo, nel senso che all’aumentare del numero di sedute, aumenterà anche progressivamente la durata globale dell’effetto riempitivo, che potrà arrivare fino a 1 anno e oltre in certi casi. Quindi, quando per le prime volte ci si sottopone alla correzione di una ruga con l’acido jaluronico, è meglio evitare di aspettare che si sia riassorbito del tutto per fare un’ulteriore sedute, ma piuttosto è opportuno ripetere un’infiltrazione aggiuntiva quando il prodotto è ancora, almeno in parte, in sede, in modo che l’effetto del primo trattamento si sommi con quello del secondo trattamento, prolungandone, così, la durata. Dunque, se è vero che inizialmente per produrre tale effetto cumulativo occorrono 3-4 sedute l’anno, è altrettanto vero che, una volta costruita questa base, sarà sufficiente 1 piccolo ritocco ogni 12-18 mesi per mantenere il risultato raggiunto.
Esattamente cosa permette di correggere l’acido jaluronico?
L’acido jaluronico permette di:
1. attenuare i solchi naso-genieni o naso-labiali, le “marionette lines", cioè quei solchi che fanno inclinare verso il basso gli angoli della bocca, producendo un’espressione “triste", il “codice a barre", cioè le rughette verticali intorno alla bocca, i solchi pre-jowls, cioè quei solchi che si evidenziano lungo la linea mandibolare, lateralmente al mento, a causa della discesa dei tessuti verso il basso.
2. attenuare la “memoria" delle rughe di espressione frontali, glabellari (quelle tra i sopraccigli), cioè rendere meno evidenti quelle rughe inveterate simil-cicatrici prodotte dalla mimica facciale che sono evidenti anche in condizioni statiche: queste rughe particolarmente refrattarie ad attenuarsi richiedono inizialmente l’infiltrazione con tossina botulinica e in seguito il riempimento della “memoria" con un filler.
3. aumentare il volume delle labbra e rimodellarne il profilo e definire meglio il disegno del bordo del vermiglio (la parte rossa delle labbra).
4. aumentare la proiezione e migliorare il sostegno del mento e dell’area zigomatico-malare (quella zona del terzo medio del volto che inizia sotto l’occhio e prosegue lateralmente nell’arco zigomatico).
Ho 42 anni e da almeno 20 ho dei solchi naso-genieni piuttosto profondi. Una sola fiala di acido jaluronico sarà sufficiente a farli scomparire?
Purtroppo il Chirurgo Plastico non ha la bacchetta magica e non ha il potere di cancellare gli inestetismi di cui le Pazienti chiedono la correzione. Nella maggior parte dei casi, le rughe e i solchi, in modo particolare proprio quelli profondi ed inveterati, si possono attenuare, spesso anche in modo considerevole, ma è sbagliato pensare che spariranno. Inoltre, quanto più profonda ed inveterata è una ruga, tanto più difficile sarà la sua correzione: la Paziente deve essere consapevole che 1 sola fiala di prodotto darà risultati piuttosto modesti e che, pertanto, se desidera ottenere un buon riempimento della ruga, dovrà necessariamente sottoporsi all’infiltrazione di più fiale in momenti successivi. Quante fiale saranno necessarie è difficile da dirsi, conviene rivalutare la Paziente dopo 15 giorni dal trattamento e decidere insieme a lei se può essere indicata un’ulteriore seduta. Tuttavia, una volta ottenuto il risultato desiderato, non ci sarà più bisogno di ripetere così tante sedute, ma basterà 1 piccolo ritocco ogni 12-18 mesi.
Cosa posso fare per aumentare la durata dell’impianto di acido jaluronico?
L’acido jaluronico, sia quello nativo che quello iniettato dall’esterno, va incontro inevitabilmente ad un graduale processo di degradazione e quindi riassorbimento da parte dell’organismo attraverso l’enzima jaluronidasi. L’attività di questo enzima è fortemente influenzata dallo stress ossidativo, cioè dalla quantità di radicali liberi a cui la pelle è sottoposta. Quanto più intensa è l’esposizione ai radicali liberi, tanto maggiore sarà il riassorbimento dell’acido jaluronico da parte della jaluronidasi. Dunque, per far sì che l’acido jaluronico iniettato duri di più, non dobbiamo far altro che ridurre il più possibile l’esposizione a fonti di radicali liberi (fumo, sole, lampade UV) e al tempo stesso rendere la pelle più protetta dall’aggressione da parte dei radicali liberi. Per questo può essere estremamente utile assumere per os un integratore a base di vitamine e minerali sia prima che dopo la seduta di acido jaluronico, in modo da potenziare la riserva antiossidante della pelle. Analogamente, si consiglia di sottoporsi ad un ciclo preliminare di biorivitalizzazione iniettiva o tramite il sistema Intraceuticals® ad ossigeno iperbarico prima di sottoporsi alla seduta di acido jaluronico, in modo da fornire alla cute un livello ottimale di idratazione e trofismo a garanzia di una migliore tenuta nel tempo del filler.
L’infiltrazione di acido jaluronico è dolorosa?
Gli aghi che si utilizzano sono piuttosto piccoli (27G/30G), ma l’infiltrazione in alcune aree particolarmente sensibili, come quella intorno alla bocca, può risultare dolorosa. Esistono in commercio alcuni tipi di acido jaluronico che contengono una piccola percentuale di lidocaina (è l’anestetico locale impiegato dagli odontoiatri) e che, quindi, rendono il trattamento praticamente indolore. Tuttavia, ai soggetti che hanno una soglia del dolore particolarmente bassa, si consiglia comunque di applicare sulla zona da trattare 3 ore prima una crema anestetica a base di lidocaina. Quando invece si effettua l’aumento volumetrico di mento e zigomi, occorre utilizzare un acido jaluronico un po’ più denso e che richiede un ago più grosso (22-23G), quindi in questi casi di norma si infiltra nella zona da trattare una piccola quantità di anestetico locale prima di procedere all’inoculo del prodotto.
Dopo un’infiltrazione di acido jaluronico ci si può presentare in pubblico? Come appaiono le zone trattate nei giorni successivi?
L’ago utilizzato, per quanto sottile, dà luogo inevitabilmente ad un edema (cioè un gonfiore) generalmente di modesta entità, associato spesso ad arrossamento, che si risolve spontaneamente e completamente nell’arco di 24-48 ore. Le labbra in particolare possono essere soggette ad un gonfiore di una certa entità che si può protrarre fino a 72 ore. Inoltre, l’ago può provocare la comparsa nelle aree trattate di piccole ecchimosi transitorie (lividi), che di solito scompaiono del tutto nel giro di 7-10 giorni e che comunque si possono facilmente mascherare con il trucco. Quindi, dopo una seduta di filler, il minimo disagio che si ha non è mai tale da costringere a casa per giorni! Per ridurre la probabilità che compaiano le ecchimosi si consiglia di evitare l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (aspirina, nimesulide, ibuprofene, ketoprofene e similari) a partire da 15 giorni prima della seduta. E’ necessario astenersi dall’esposizione diretta al sole o a lampade UV ed evitare sauna e bagno turco nei 15 giorni successivi al trattamento. Si consiglia anche di applicare sull’area trattata una crema con fattore di protezione 50+ per 15 giorni dopo il trattamento.
Ho 24 anni, da circa 5 anni mi è comparsa una forma di acne abbastanza aggressiva e persistente. Il dermatologo mi ha prescritto il Roaccutan per bocca. Esistono dei trattamenti efficaci da fare localmente sulle pustole?
Il Roaccutan è un derivato della vitamina A ed è senz’altro ad oggi la terapia sistemica più efficace contro l’acne. Tuttavia, è opportuno associare alla cura per via orale un trattamento topico, quindi effettuato localmente sulle manifestazioni dell’acne, in modo da interrompere il circuito che fa sì che la patologia si automantenga e ridurre i successivi esiti cicatriziali. La terapia topica serve infatti a regolare la produzione di sebo, contrastare la colonizzazione batterica, spegnere l’infiammazione e diminuire l’ipercheratinizzazione conseguente ad un turnover cellulare troppo elevato. Risulta particolarmente efficace un approccio combinato che prevede l’associazione del sistema Intraceuticals® ad ossigeno iperbarico (con Clarity, siero specifico anti-acne) con sedute alternate di IPL (luce pulsata) e peeling all’acido salicilico al 25%. Il Paziente dovrà quindi presentarsi presso lo studio del medico 2 volte a settimana per 6 settimane: 1 volta per fare IPL o peeling a settimane alterne, e 1 volta per il trattamento all’ossigeno. Al termine del ciclo di sedute, si potrà effettuare 1 seduta di mantenimento ogni 30 giorni con il trattamento all’ossigeno o IPL.